A breve sarà il 6 gennaio.
E in Italia succede una cosa strana: dopo Babbo Natale… arriva una vecchia.
Con una scopa.
E una calza piena di dolci (o carbone, se te la sei giocata male).

E no, non è solo una strega
Lo sappiamo, qui si parla di donne e gatti.
E quindi sì: donne + magia + un pizzico di mistero = siamo a casa.
La Befana viene spesso chiamata “strega”.
Ma ridurla a questo è troppo facile.
Perché la verità è che è molto di più.
La storia (versione breve, senza addormentarsi)
L’Epifania è una festa cristiana: i Re Magi arrivano da Gesù.
Nel mezzo della storia, però, compare lei.
Una donna a cui chiedono indicazioni.
Che dice no.
Che poi ci ripensa.
E da quel momento… cerca.
Ogni anno.
Casa per casa.
La Leggenda dell’Incontro
Secondo la tradizione più diffusa, i Re Magi — Melchiorre, Gaspare e Baldassarre —durante il loro viaggio verso Betlemme incontrano una vecchina.
Le chiedono indicazioni. E le fanno anche un invito: “Vieni con noi.”
Lei dice no.
E’ una donna, dopotutto. Deve tirarsela in qualche modo. E poi…
Troppe cose da fare.
Troppa vita da sistemare.
Troppo tutto.
E’ sempre una donna e difatti cosa fa? Cambia idea.
Prepara un cesto di dolci e parte.
Ma ormai è tardi.
Non trova più i Magi.
Non trova più la strada.
E allora fa una cosa che nessuno si aspetta: non si ferma.

La ricerca infinita
Da quel momento, ogni anno, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, bussa a ogni casa.
Lascia qualcosa. E riparte.
Nella speranza che, prima o poi, uno di quei bambini… sia quello giusto.
E se non fosse solo una leggenda?
Pensaci.
Una donna sola.
Che vive per conto suo.
Che non segue nessuno.
Che cambia idea.
Che prende una scopa e decide di andare.
A fare qualcosa.
Per gli altri.
Non proprio il classico stereotipo.
La Befana è una di noi (più di quanto pensi)
Non è perfetta.
Ha sbagliato.
Ha detto no quando forse voleva dire sì.
E poi ha fatto una cosa “rarissima”: ha cambiato idea.
Ha agito.

Dolce o carbone?
La parte più iconica.
Se sei stata “brava” → dolci
Se no → carbone (finto, ma il messaggio arriva)
Ma diciamolo:
Non è punizione.
È un modo un po’ teatrale per dire:
le azioni hanno conseguenze
ma puoi sempre rimediare

E poi c’è il gatto (ovviamente)
In molte storie la Befana non è sola.
C’è un gatto.
Nero, misterioso, indipendente.
Coincidenze? Non credo.
Il gatto, come lei, non obbedisce.
Osserva.
Sceglie.
Un po’ come dovrebbe fare ogni Cat Lady.

Una donna che non chiede il permesso
La Befana non è giovane.
Non è “perfetta”.
Non è elegante.
Eppure è protagonista.
Viaggia.
Decide.
Dà.
Non aspetta che qualcuno le dica cosa fare.
La parte più bella (per me)
Ti dico la verità.
Da bambina aspettavo più lei del 25 dicembre. Non so se in effetti credevo a Babbo Natale. Ma alla Befana sì.
Il Natale era famiglia, cibo, tradizioni.
Ma la Befana?
Era magia.
La mattina trovavo la calza ai piedi del letto.
Dolci, giochi… e magari un po’ di carbone.
Ed era il giorno più bello.
Forse è per questo che mi piace ancora
Perché non è perfetta.
È un po’ storta.
Un po’ libera.
Un po’ fuori dagli schemi.
In fondo…
La Befana non è solo una tradizione.
È una donna che:
- ha sbagliato
- ha scelto
- ha continuato
E ogni anno torna.
Senza chiedere il permesso.
E tu?
Sei team dolci o team carbone?


