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Cat Lady: Orgoglio e Potere nell’era di Taylor Swift

Da insulto a identità

Per anni “Cat Lady” è stato un insulto.

Una di quelle etichette messe lì per ridurre una donna a qualcosa di facile da giudicare.

Sola.
Strana.
Con troppi gatti.

Come se bastasse questo per definirla.

Spoiler: non funziona più

Oggi qualcosa è cambiato.

Sempre più donne stanno prendendo quella parola e facendola diventare… loro.

Non più un’etichetta da cui difendersi, ma un’identità da scegliere.

E sì, anche grazie a Taylor Swift.

Taylor Swift e la “gattara senza figli”

Negli ultimi mesi, una foto di Taylor Swift con uno dei suoi gatti, Benjamin Button, ha fatto il giro del web.

Ma non era solo una foto.

Era una risposta.

Quando JD Vance ha usato il termine “Childless Cat Lady” per criticare alcune donne, Taylor ha fatto una cosa molto semplice: non si è difesa.
Non ha spiegato.

Ha ribaltato il significato.

Taylor Swift è apparsa sui social assieme ad uno dei suoi gatti, Benjamin Button, per sostenere Kamala Harris nelle elezioni americane. La stessa foto fa parte di un servizio fotografico per Time Magazine, rivista che nel 2023 l’ha definita personalità dell’anno,

E qui succede qualcosa di interessante

Perché quando una delle donne più influenti del mondo si definisce — anche indirettamente — così, quel termine cambia.

Non è più qualcosa di cui vergognarsi.

Diventa qualcosa da osservare meglio.

Ma quindi… qual è il problema?

Essere una Cat Lady, per anni, è stato associato a:

Tradotto: non sei moglie, non sei madre → quindi qualcosa non va.

Spoiler: non è mai stato vero.

Io, personalmente

Io non ho mai capito perché avere un gatto dovrebbe dire qualcosa di negativo su di me.

Davvero.

Tra me e un animale indipendente, elegante, selettivo… il problema sarei io?

Donne e gatti: una connessione scomoda

I gatti non sono come i cani.

Non obbediscono sempre.
Non cercano approvazione continua.
Non si piegano per piacere.

E forse è proprio questo il punto.

Perché storicamente, tutto ciò che non si controlla fa un po’ paura

Un problema vecchio, con un nome nuovo

Per secoli, le donne che uscivano dagli schemi
sono state etichettate.

Streghe.
Zitelle.
Gattare.

Nomi diversi, stesso significato: “non sei come dovresti essere”

Un po’ di storia (ma veloce, promesso)

e ovviamente alle donne “scomode”.

Nel tempo, l’immagine della donna indipendente si è trasformata.
Ma sempre con un sottofondo di giudizio.

Nell’antico Egitto, i gatti erano sacri.
La dea Bastet rappresentava protezione, casa, femminilità.

Nel Medioevo?
Associati alla magia, al mistero… e ovviamente alle donne “scomode”.

Nel tempo, l’immagine della donna indipendente si è trasformata.
Ma sempre con un sottofondo di giudizio.

Finché qualcosa si è rotto

Oggi sempre più donne:

E non chiedono il permesso.

E i gatti restano

Nel frattempo, i gatti sono ovunque:

Sono amati.
Seguiti.
Adorati.

E le “Cat Ladies” hanno smesso di nascondersi.

Da stereotipo a simbolo

Quello che prima era un insulto
sta diventando altro.

Autonomia.
Libertà.
Scelta.

Non è più “sei rimasta sola”.

È: “hai scelto come essere”

E le celebrità lo sanno bene

Taylor Swift non è l’unica.

Sempre più donne mostrano apertamente il loro amore per i gatti,
senza paura di essere etichettate.

Anzi.

Quasi con un filo di orgoglio.

Addirittura, la top model Claudia Schiffer ha osato di più, scrivendo un libro illustrato dedicato al suo gatto Chip.

Infine, la Cat Lady Sarah Jessica Parker, tra un post di moda e uno di letteratura, si concede momenti di dolcezza coccolata dai suoi adorati felini, che sembrano essere le uniche e preziose star della sua vita.

E forse è proprio questo che dà fastidio

Non il gatto.

Non la solitudine.

Ma il fatto che non stai seguendo il copione.

Alla fine è questo

Essere una Cat Lady non significa essere sola.

Significa essere selettiva.

Non significa essere strana.

Significa non adattarsi a tutto.

Non significa aver “fallito”.

Significa aver scelto.

Conclusione

Forse il problema non è mai stato essere una Cat Lady.

Forse il problema è che non eravamo disposte a chiedere il permesso.

E a pensarci bene… nemmeno il gatto lo fa. 🐾

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